Un momento della serata, da destra il Dr. Roberto Peressutti, il Prof. Vittorio Bresadola e il Dr. Giorgio Soardo.

Il primato del Friuli Venezia Giulia nel campo della donazione di organi e di sangue è il frutto della sinergia di numerosi fattori e tra questi fattori c’è senz’altro il prezioso lavoro di sensibilizzazione ed informazione che le associazioni fanno capillarmente e con assiduità su tutto il territorio regionale. É questo l’inciso con il quale Giulio Bassani, Presidente dell’AITF FVG, ha aperto ieri “Voglia di vivere, voglia di donare”, la serata a carattere socio-sanitario organizzata dal Circolo Culturale “Majano c’è 1.5.9”. Un incontro importante che ha inaugurato il calendario delle iniziative dell’associazione e la cui scelta – ha sottolineato la Presidente Germana Alloi nel suo saluto – è stata dettata «dal desiderio di accendere i riflettori sul mondo della solidarietà e di approfondire un tema – grazie alle eccellenze della sanità regionale – caro alla nostra comunità, da sempre in prima linea nella promozione della cultura del dono».  A portare il loro saluto sono state anche le istituzioni con il Sindaco di Majano, Raffaella Paladin e l’Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Adriano Piuzzi.

La serata – moderata dalla giornalista di Telefriuli, Isabella Gregoratto – è dunque stata davvero lo specchio di quel fattivo complesso di sinergie che caratterizza la nostra Regione, al tavolo dei relatori, infatti, c’erano istituzioni, medici e associazioni, i tre soggetti che Renzo Peressoni, Presidente dell’AFDS ha efficacemente definito nel suo intervento le «tre gambe necessarie e far stare in piedi il tavolo del dono».
Un pubblico numeroso e partecipe ha seguito con vivo interesse ed attenzione gli interventi dei medici, a partire dal Direttore del Centro Regionale Trapianti, Dr. Roberto Peressutti che ha disegnato il sistema dei trapianti in Italia, ed in particolare in Friuli. Un sistema, ha sottolineato, «organizzato e che parte da un gesto di solidarietà», un dato questo che non va dimenticato, nella nostra Regione, infatti, solo il 20% dei familiari si oppone alla donazione.
Ad illustrare più nel dettaglio gli aspetti del trapianto – e i significativi progressi che ha fatto in questo campo la medicina negli ultimi anni – è stato il Prof. Vittorio Bresadola che ha messo in luce come siano cambiate anche le caratteristiche del donatore, è infatti sceso il numero dei donatori da trauma (ad esempio in seguito ad incidente stradale) ed è invece aumentata l’età di chi dona. «Il chirurgo – ha poi sottolineato Bresadola – fa un atto, ma è bene ricordare che il trapianto non finisce in sala», sono infatti molti gli aspetti che devono essere presi in considerazione per la cura del paziente, dal rischio di rigetto fino all’accompagnamento ad un completo recupero.
Ma da dove inizia il lavoro dei medici? Il dott. Giorgio Soardo non ha dubbi: dalla prevenzione. Una delle principali malattie che portano al trapianto di fegato è senz’altro la cirrosi epatica ed è fondamentale sottolineare come nel 38% dei casi la malattia derivi dall’abuso di alcool. É questo un problema che riguarda in modo particolare la nostra regione, qui l’incidenza della malattia alcool correlata ha una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. Un problema che purtroppo coinvolge sempre di più, ed in maniera preoccupante, anche i giovani. Un altro campanello d’allarme riguarda inoltre le patologie legate all’obesità e ad uno scorretto stile di vita, sedentario e nel quale si mangia troppo e male. Diventa quindi fondamentale che l’impegno di tutti – ha concluso Soardo – vada nel senso di contribuire a creare una mentalità diversa, orientata a uno stile di vita sano, sopratutto tra i giovani.
Forte infine l’esortazione al dono da parte dei Presidenti di ADO FVG, Claudio Pittin, e AFDS, Renzo Peressoni. La serata si è chiusa con la toccante testimonianza della Sig.ra Lidia Mauro De Antoni che ha raccontato la sua storia di mamma che ha dovuto affrontare la perdita di due figli, entrambi donatori di organi e di Antonio D’Alfonso, trapiantato di fegato.

Dopo gli interventi del pubblico Daniele Zucchiatti ha preso la parola – a nome dei giovani del Circolo – per proporre di intitolare la sezione Majanese dell’ADO a Dino Bortolotti, esempio di solidarietà ed impegno per tutta la comunità, anche nel tragico momento della sua morte donando gli organi. La proposta è stata accolta con un sentito e caloroso applauso!

Le immagini della serata sono disponibili su vimeo http://www.flickr.com/photos/majano159/sets/72157629268031399/  e facebook http://www.facebook.com/media/set/?set=a.324076494310516.85835.267962173255282&type=1 

Uno scorcio della sala gremita.