36 anni fa l’Orcolat inghiottiva Ai??il Friuli e la sua gente in un’immane tragedia, mettendo in ginocchio una terra che tanto nella storia aveva giAi?? dovuto subire.Ai??Majano pagA? un prezzo altissimo, 131 morti e una devastazione allucinante che azzerava di fatto la crescita e lo sviluppo del dopoguerra. La nostra capacitAi?? di rimboccarci le maniche e affrontare con coraggio la tragedia -sostenuta da una solidarietAi?? senza precedenti – ha scritto le pagine piA? belle della nostra storia e dell’intero Friuli.

Oggi quella straordinaria rinascita si completa perchAi?? Majano, 36 anni dopo il sisma, ha di nuovo il suo campanile. Un campanile moderno nelle linee e nei materiali, un campanile che guarda al futuro richiamando perA? a valori antichi e profondi, valori che hanno fatto grande la nostra ComunitAi?? e che oggi siamo chiamati a riscoprire e a rimettere al centro del nostro agire per poter affrontare le sfide e le difficoltAi?? che il tempo presente ha messo sul nostro cammino.

Un grazie di cuore a Don Giuliano che con la sua proverbiale caparbietAi?? e con un incrollabile impegno ha restituito a Majano un pezzo importante della sua storia.

Domenica alle 17.00 – alla presenza dell’Arcivescovo di Udine, Mons. Andrea Bruno Mazzocato – il “biel tor” sarAi?? benedetto ed inaugurato.

Intanto stasera alle 20.30 nella sala parrocchiale sarAi?? presentato alla popolazione il bellissimo libro “Da un campanile all’altro” che ripercorre la storia del campanile ed insieme di Majano. A curare la pubblicazione sono stati due cittadini majanesi che ben incarnano che cosa significhino impegno e passione per la propria ComunitAi??, Vincenzo Di Leno e Michele Tuti. Anche a loro un grazie sincero per averci riportato alla mente tra immagini e parole la nostra storia.

L’immagine A? tratta dal libro “Da un campanile all’altro” per la quale si ringraziano Michele Tuti e Vincenzo Di Leno.