Il 9 ottobre 1963, esattamente 50 anni fa, il disastro del Vajont uccideva in pochi minuti quasi duemila persone, cancellando il paese di Longarone e danneggiando parte di Erto e Casso. In questi giorni sono davvero numerosi e significativi gli spazi che i media hanno dedicato a questa drammatica ricorrenza. Un fatto, questo, positivo perché oltre al doveroso ricordo dei morti di quella criminale e insensata tragedia, la trasmissione della memoria degli eventi di allora è un monito più che attuale alla società di oggi.

Già nei giorni scorsi sono numerosi i politici e le autorità istituzionali che si sono recati sui luoghi del disastro. Oggi il presidente del Senato Pietro Grasso sarà a Longarone per rappresentare lo Stato nelle cerimonie di commemorazione. Grasso deporrà una corona nel cimitero monumentale di Fortogna. Alle 9.45 il presidente del Senato parteciperà poi alla commemorazione civile al Palazzetto dello Sport di Longarone. Le celebrazioni continueranno nella chiesa parrocchiale di Longarone con la messa alle 11 e alle 12 sul sagrato del campanile di Pirago – rimasto miracolosamente in piedi nella coltre di fango – dove sarà deposta una corona. Alle 15.15 nel Cimitero Monumentale di Fortogna, mons. Giuseppe Andrich, vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre, concelebrerà con mons. Giuseppe Pellegrini, Vescovo della diocesi di Pordenone, la funzione religiosa.

Celebrazioni sono previste anche negli altri paesi spazzati via dall’onda provocata dalla frana caduta nel bacino artificiale del Vajont. Castellavazzo ricorderà le vittime con due messe, la prima alle ore 9 nella Cappella Votiva a Podenzoi, la seconda alle ore 10.30 nella Chiesa Parrocchiale di Codissagno. Erto e Casso celebreranno due funzioni alle ore 9 nella Chiesa di S. Bartolomeo, apostolo di Erto, e alle ore 11.30 nella Chiesa di S. Antonio al Colomber, presso la diga.

Nel cimitero di Erto alle 19.30 si svolgerà la liturgia a suffragio delle vittime. A Vajont la Santa Messa si celebrerà alle ore 19 nella Chiesa Parrocchiale. Nel pomeriggio, alle 14.15, a Ponte nelle Alpi, ci sarà una cerimonia commemorativa a Nuova Erto presso il monumento delle Vittime del Vajont. In serata la Madonna di Longarone, uno dei simboli del disastro, sarà portata dal cimitero monumentale di Fortogna alla chiesa parrocchiale dove dalle 21.45 alle 22.39 si svolgerà la veglia in ricordo delle vittime. La Madonna deturpata, con le mani strappate via dall’acqua in quella notte del 9 ottobre, era scesa lungo il Piave, insieme all’onda che si portò via i cadaveri dei suoi suoi paesani e li ‘accompagnò’ fino alla fine del loro viaggio terreno, lungo il fiume. La trovarono il 10 ottobre a Fossalta di Piave, nel veneziano. Il Comune di Belluno e il Comune di Longarone durante la veglia di suffragio delle vittime hanno invitato i cittadini della provincia ad accendere un lume in tutte le case per stringersi al dolore delle popolazioni colpite dalla catastrofe.