Cala il sipario su questo 2013 che per il Circolo culturale «Majano c’è 1.5.9» è stato un anno davvero ricco di iniziative impegnative, ma che ci hanno regalato davvero grandi soddisfazioni. Chiudiamo dunque un anno, ma le idee per il 2014 sono già tante, la prima che vi annunciamo andrà in scena venerdì 24 gennaio, in Auditorium a Majano alle 20.30, e sarà un viaggio nella storia recente del nostro Paese. Sarà infatti nostra ospite Silvia Giralucci, giornalista e regista, figlia di Graziano Giralucci, la prima vittima – assieme a Giuseppe Mazzola – delle Brigate Rosse, nel 1974 a Padova.

Silvia Giralucci ha scritto un bellissimo libro «L’inferno sono gli altri» da cui ha tratto un documentario – «Sfiorando il muro» - presentato fuori concorso al Festival di Venezia nel 2012 e andato in onda, per la prima volta, su Rai 1 lo scorso 24 novembre.  Durante la serata del 24 gennaio avremo il grandissimo piacere di incontrare a Majano Silvia Giralucci per parlare assieme a lei di quegli anni e della sua personale esperienza. Nel corso dell’appuntamento di «Majano c’è 1.5.9» sarà proiettato «Sfiorando il muro».

«Sfiorando il muro» è un film documentario che racconta il viaggio di una donna, figlia di una vittima delle Br, alla ricerca dello spirito di un decennio. Partendo dal ricordo di una scritta sul muro di fronte a casa della nonna e dai filmini Super8 ritrovati negli archivi di famiglia, Silvia Giralucci indaga sui tre anni in cui la sua città, Padova, fu teatro di una violenza diffusa che non ebbe pari in Italia.

Il documentario si apre con l’incontro tra i reduci dell’Autonomia operaia che con Toni Negri ricordano i trent’anni dal «7 aprile», il giorno in cui su ordine del pubblico ministero Pietro Calogero ci fu un grande blitz che mise in carcere i vertici dell’organizzazione con l’accusa di essere i capi di un Partito armato che comprendeva anche le Brigate rosse.

Silvia ricorda i turbamenti di quando, da bambina, passava nei luoghi d’incontro dell’Autonomia, la paura delle manifestazioni, degli uomini con i capelli lunghi. Il motivo è nella sua ferita: suo padre, Graziano Giralucci, venne ucciso il 17 giugno del 1974 nella sede del Msi di Padova assieme Giuseppe Mazzola. Furono le prime vittime delle Brigate rosse. Per cercare di capire gli anni in cui la violenza politica era considerata normale, decide di andare alla ricerca di persone che, nella diversità delle storie e degli orizzonti di riferimento, hanno rischiato molto per tener fede ai loro ideali.

Ma chi è Silvia Giralucci? Silvia Giralucci è una giornalista, nata a Padova nel 1971. Laureata in Lettere, ha lavorato per il Mattino di Padova, per l’agenzia Ansa e per la CNN a Roma. Ha curato la comunicazione per due lavori di Marco Paolini. La tesi di laurea, relatrice Antonia Arslan, ha vinto il premio Città di Padova. Nel 2005 l’Ordine dei Giornalisti del Veneto l’ha indicata come miglior giornalista «under 35» conferendole il premio Claudia Basso. Ha frequentato il master in filmmaker allo IED di Venezia e ha realizzato il corto Noialtri. Nel 2011 ha pubblicato nella collana Strade Blu di Mondadori «L’inferno sono gli altri». Il 9 maggio 2012 è stata invitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a condurre la Giornata della Memoria delle Vittime del terrorismo al Quirinale, cerimonia trasmessa in diretta su Raiuno. Lavora come volontaria nella redazione della rivista “Ristretti Orizzonti” nel carcere Due Palazzi di Padova. Sfiorando il muro è il suo primo film documentario.