È davvero straordinaria la mostra di Villa Manin dedicata a Robert Capa (nella foto), considerato il padre del fotogiornalismo moderno. A testimoniarlo il successo di pubblico e la conseguente decisione di prolungare la possibilità di visitare l’interessante esposizione fino a domenica 2 febbraio. Continuano così anche le iniziative collaterali mirate ad approfondire la conoscenza della figura e del lavoro del fotografo ungherese, naturalizzato statunitense.

Ad arricchire questo calendario c’è anche la Cineteca del Friuli che – al Cinema sociale di Gemona – propone due appuntamenti di assoluto interesse. Si parte mercoledì 15 gennaio alle ore 21 con «Robert Capa. In love and war», scritto, diretto e prodotto da Anne Makepeace, inedito in Italia. Si tratta di un documentario che attraverso straordinari materiali d’archivio ed interviste inedite a familiari, amici e colleghi (Cornell Capa, Isabella Rossellini, Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Elliott Erwitt, Richard Whelan, John Morris) ricostruisce passo passo la vicenda umana ed artistica di Robert Capa. Ad introdurre la serata sarà Antonio Giusa, docente di Storia e tecnica della fotografia all’Università di Udine.

Mercoledì 21 gennaio, sempre alle 21, sarà invece la volta di «L’homme qui voulait croisir à sa légende» di Patrick Jeudy, anche questo documentario è inedito in Italia. In questo caso la vicenda biografica di Robert Capa è ricostruita grazie all’utilizzo di straordinarie interviste e immagini d’archivio (Ingrid Bergman, Gerda Taro, Clark Gable, John Morris e naturalmente Robert Capa). Seguirà la visione di «The journey» di Robert Capa, video prodotto dall’organizzazione internazionale United Jewish Appeal nel 1950 per raccogliere fondi a sostegno del nuovo Stato, il film narra le vicende di questi immigrati, nuovi cittadini d’Israele, dall’arrivo al porto di Haifa, alla nuova vita nei kibbutz. È l’unico film diretto da Robert Capa. Anche in questo caso ad introdurre la serata sarà il professor Antonio Giusa.

Entrambe le serate sono a ingresso libero. Qui potete scaricare il volantino dell’iniziativa in formato pdf.

Vale la pena ricordare che la mostra di Villa Manin è stata realizzata con la prestigiosa collaborazione dell’agenzia Magnum Photos di Parigi e dell’International Center of Photography di New York, e che con le sue 180 fotografie, oltre a garantire un percorso antologico completo, permette di conoscere ed approfondire un aspetto poco noto del lavoro di Capa, quello di cineasta e di fotografo di scena.

Sono presenti in mostra tutte le principali esperienze che caratterizzano il lavoro del fotografo ungherese: gli anni parigini, la Guerra civile spagnola, quella fra Cina e Giappone, la Seconda guerra mondiale con lo sbarco in Normandia, la Russia del secondo dopoguerra, la nascita dello stato di Israele e, infine, il conflitto in Indocina, dove Capa morirà prematuramente nel 1954.