«Cos’è in fondo il Friuli se non una idea poetica? Costruita, blandita, amata dai poeti? Cosa è se non una terra dell’anima, un lungo canto che ha cominciato a essere intonato secoli fa e che ha trovato cantori fino a oggi. Un territorio esplorato con la voce, ritrovato nella parola, attraverso le opere dei poeti». Con queste parole (che come al solito incantano) Alberto Garlini introduce – sul Messaggero Veneto di oggi – l’incontro fra Pierluigi Cappello e Gian Mario Villalta che si terrà domenica 30 marzo al Castello di Villalta alle 17. Un’occasione preziosa di incontro con due protagonisti assoluti di una stagione fecondissima per la letteratura del nostro Friuli. Non solo. Hanno saputo, proprio assieme a Garlini, scommettere sulla cultura dando vita a quella straordinaria manifestazione che è Pordenonelegge. Perché scrive ancora Garlini «qualunque percorso artistico non è completo se non trova la possibilità di un pubblico, se quindi non riesce ad agire con forza, con purezza e decisione nella società». Quindi domenica, tutti a Villalta per ascoltare, prima di tutto, «il racconto di una amicizia e di una terra, e di come terra e amicizia hanno germinato frutti che concretamente hanno cambiato l’idea stessa di poesia e di cultura di un territorio».