Da sinistra: Nicola Gratteri e Giuseppe Baldessarro

«Hanno trovato armi da guerra che dovevano usare per colpire in alto. Dieci kalashnikov, due fucili mitragliatori, cinque pistole con la matricola abrasa, munizionamento a volontà». Si apre così l’articolo – apparso ieri su la Repubblica – a firma di Giuseppe Baldessarro che mercoledì 9 aprile sarà ospite di «Majano c’è 1.5.9» assieme a Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, giornalista e scrittore esperto di ‘ndrangheta. Il pezzo dà conto del sequestro, da parte degli investigatori della Finanza, «di una santabarbara fra Rizziconi e Gioia Tauro» che adombra la possibilità che le ‘ndrine stessero pianificando un attentato. «Come obiettivo non posso pensare altro che a un soggetto istituzionale sotto protezione» è il commento – raccolto da Baldessarro – del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria Federico, Cafiero De Raho.

«Sono in corso importanti indagini» è il commento rilasciato all’Adnkronos proprio da Nicola Gratteri. «Non posso aggiungere altro…», ha rimarcato il magistrato, più volte minacciato dalle ‘ndrine calabresi per la sua attività di contrasto alle organizzazioni criminali e a loro traffici illeciti. Di seguito pubblichiamo l’articolo di Giuseppe Baldessarro.