Fervono i preparativi nella comunità di Buja per accogliere il suo campione Alessandro De Marchi, dopo la splendida prova al Tour de France. L’appuntamento è per domani, martedì 29 luglio alle 18.30, quando in piazza esploderà la festa per il “Rosso di Buja”, organizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Ciclistica Bujese, sua prima squadra.

Si è inserito in cinque fughe, Alessandro De Marchi, ha indossato per due giorni consecutivi il numero rosso (nomen omen!) del combattivo di giornata e, a coronamento di un Tour de France in cui ci ha messo davvero tutto se stesso, mentre era in corsa, è arrivata la notizia che la giuria aveva eletto lui come Supercombattivo della 101ma edizione della Grande Boucle.

Le fughe si sono svolte in gran parte sulle montagne, dai Vosgi, alle Alpi fino ai Pirenei con i tentativi esauriti solo alla fine a Plan d’Adet, dov’è giunto quinto nel gruppetto della maglia gialla Nibali, e all’Hautacam. «Ma il capolavoro  - scrive sul Messaggero veneto Antonio Simeoli – De Marchi l’aveva fatto sulle Alpi venerdì scorso con una fuga di 170 km esauritasi soltanto sulla salita finale di Chamorousse per l’accelerazione dell’Astana che preparava l’assolo di Nibali. Cercava la vittoria di tappa il rosso di Buja, con ossessione. Non l’ha trovata, ma ha conquistato due volte di fila (nelle due tappe alpine di venerdì e sabato scorsi il numero rosso del più combattivo. un premio che per i francesi vuole dire molto. Da quei due numeri rossi 53 è nato il voto di ieri».

«De Marchi – prosegue Simeoli – è il sesto italiano a vincere questo riconoscimento che fu istituito nel 1965. Il primo italiano super combattivo fu Gimondi nel 1965. Poi il bis del diablo Chiappucci (1991 e 1992); nel 1993 fu la volta di Ghirotto. Nel 1994 Poli, che da gregario-passistone vinse addirittura a Carpentras con una fuga sul Ventoux. Nel 2009 toccò a Franco Pellizotti, altro friulano, cui però il premio (come la maglia a pois) gli fu poi tolto per la squalifica a causa dei valori anomali nel passaporto biologico».

La concorrenza non era certo delle più facili. Ha battuto nomi del calibro di Jens Voigt e Tony Martin. Ieri è salito sul podio degli Champs-Elysées per ritirare il meritato premio, il numero rosso di colui che ha lottato con le unghie e con i denti per lasciare un segno. «Sono contentissimo. So che è solo un numero, ma quel numero per me vuol dire tanto. Rappresenta lo spirito con cui ho affrontato questo Tour, ma rappresenta anche lo spirito di tutta la mia squadra (Cannondale). Abbiamo lavorato tanto per Peter (Sagan) e con Peter. Insomma abbiamo dimostrato di avere lo spirito dei veri combattivi».

Alessandro De Marchi lo scorso 18 novembre 2014 è stato ospite di Majano c’è 1.5.9 in occasione della serata “Il Giro a Majano c’è” (qui il link).