È scattato il conto alla rovescia per l’avvio —venerdì 31 ottobre, alle 19, nella straordinaria cornice del Castello di Susans — della tredicidicesima edizione di Maravee, il festival di arte contemporanea che quest’anno celebrerà il corpo. A curare l’evento è la giornalista e critico d’arte, Sabrina Zannier che, la scorsa estate, nell’ambito delle serate organizzate durante il Festival da Majano c’è 1.5.9  in collaborazione della Pro Majano, ha curato e condotto l’evento «Tragedia e fede nell’arte del ricordo». Segnaliamo inoltre che ospite d’eccezione della serata sarà Nicolai Lilin, autore di «Educazione Siberiana», una sua intervista appare oggi sulle pagine de «Il Messaggero Veneto».

Come noto, dopo la serata inaugurale di domani, l’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 30 novembre (ad ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 15 alle 19, ad eccezione del lunedì). Per saperne di più, di seguito pubblichiamo l’articolo apparso sull’edizione di martedì 28 ottobre de «Il Messaggero Veneto», l’intervista a Nicolai Lilin di oggi e la locandina dell’evento.

«“Maravee Corpus”, un festival che celebra il tripudio del corpo plurale messo in scena dall’arte contemporanea attraverso il festoso trasformismo che pulsa da fotografie, dipinti, video, costumi, performance e tatuaggi, prenderà il via al Castello di Susans questo venerdí dalle 19 con ben sei mostre mostre e quattro eventi inaugurali.

L’inaugurazione ufficiale tredicesima edizione, ideata e diretta da Sabrina Zannier, promette nuovi suggerimenti sul tema dell’identità, con nomi di fama come quelli di Cindy Sherman, David Lachapelle, Mustafa Sabbagh e, in anteprima assoluta, l’universo poliedrico di Nicolai Lilin. Autore del romanzo “Educazione siberiana”, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Salvatores, sarà presente con una personale che evoca il mondo dei tatuaggi dalla scrittura sfociata nel cinema, dal disegno approdato al tattoo, al design e alla moda.

Ponendo al centro del nuovo Maravee «il tema del Corpo inteso come luogo di mutazione identitaria, mediante la ritualità del travestimento, del trucco, del tatuaggio, della performance e della creazione ambientale che sottende il principio della maschera», il festival affronta su basi sociologiche e filosofiche la questione del trasformismo con opere di Carolina Amoretti, Karin Andersen, Matteo Basilé, Vania Comoretti, Claudia Contin Arlecchino, Marta Dell’Angelo, Michael Fliri, Zoè Gruni, Daniele Indrigo, Nicolai Lilin, Roberto Kusterle, David LaChapelle, Lorena Matic, Giuseppina Maurizzi, Eva Petric, Alberto Quoco, Mustafa Sabbagh, Cindy Sherman, Debora Vrizzi.

Opere suddivise in un percorso espositivo che dal primo piano, con la mostra di fotografia e pittura “Nudo ma non crudo” conduce, al secondo piano, alla collettiva fotografica “Il corpo abitato e Il corpo polifonico”, ritratti animati realizzati dagli studenti del Liceo Sello, per poi aprire poi la scena del trasformismo teatrale con “Dietro le quinte”, mostra di maschere per il corpo e costumi per il volto e, ancora, l’universo della moda con “Tra/Vestimento”, esposizione di abiti couture provenienti da Mittelmoda.

Al piano terra, invece, la personale di Lilin intitolata “Scritto sulla pelle”, metterà in scena il valore antropologico del tatuaggio nella tenuta d’insieme poetica di più linguaggi creativi. Per una festa del corpo in cui la collettività prende coscienza della propria immortalità storica attraverso la maschera, che occulta e svela il corpo, lo fa scomparire e rinascere mettendo in scena il ciclo morte/rigenerazione.

«Un’intensa coralità di corpi e voci animerà la serata inaugurale – spiega la curatrice – all’insegna di un tema impegnato sotto il profilo filosofico e psicologico, ma proposto con sottili venature d’ironia e divertissement». Occuperanno la scena il videomapping “Corpi animati”, sempre del Sello, Il corpo polifonico, spettacolo d’apertura con drammaturgia tratta dai testi di Pessoa e la partecipazione di Claudia Contin Arlecchino, Lorenza Franzoni e Rita Maffei, Clausuris di e con Drusilla Foer, Corpi di-Segni di e con Martina Tavano, Eva Marangone, Erica Modotti dell’Atelier enidUDanza e “Il corpo in tavola”, intrigante body-sushi a cura di Kascia Raffin e del locale Opium, con la partecipazione di Friultrota e Vicentini Orgnani.

Di anno in anno crescono le proposte e le collaborazioni di questa rassegna «che punta molto sul concetto di rete e sul lavoro di gruppo». Gestita dall’associazione Maravee grazie al sostegno dell’assessorato alla Cultura della Regione e alla partnership dell’azienda Gervasoni, ai quali si aggiungono i sostegni dei Comuni di Gemona, Pordenone e Majano (e con i partenariati di Cinemazero, Cineteca del Friuli, Obalne Galerije di Capodistria e Liceo artistico Sello di Udine), quest’anno Maravee si avvale anche delle collaborazioni di Mittelmoda International Lab, Sartoria Farani, Balletto di Roma, Spellbound Dance Company. (mi.qua.)».

(Il Messaggero Veneto, 28 ottobre 2014)