Monica De Monte e Caterina Tambosco

Impegno, giustizia, coraggio, legalità. E ancora, speranza, responsabilità e futuro. Sono queste le parole che si sono rincorse nelle testimonianze che abbiamo ascoltato giovedì 6 novembre durante «Un’estate con Libera», l’incontro che Majano c’è 1.5.9 ha voluto dedicare all’esperienza di volontariato di due ragazze majanesi, Caterina Tambosco e Monica De Monte, in Sicilia, nelle terre confiscate alle mafie. Assieme a loro due compagni di viaggio, Emiliano Guerra e Mila Feregotto, che hanno condiviso l’impegno e l’entusiasmo di quell’estate così diversa. «Abbiamo vissuto una settimana che ci ha cambiato profondamente» hanno raccontato i ragazzi spiegando la quotidianità di quelle giornate a Marina di Cinisi spese pulendo uliveti e limoneti, ristrutturando case un tempo appartenute ai boss della malavita e dando addirittura una mano a ultimare la sistemazione della casa di Peppino Impastato, oggi luogo della memoria. In quella settimana Caterina, Monica, Emiliano e Mila sono stati parte di una battaglia importante, fondamentale per il nostro Paese, quella contro le mafie, per la promozione della legalità. E il loro impegno non si è esaurito, perché ancora oggi sono impegnati a diffondere e testimoniare l’importanza di gesti quotidiani, della responsabilità di costruire una società più giusta che deve muovere ognuno di noi.

Accanto a loro due testimoni significativi dell’impegno a favore della legalità nel nostro Friuli: il responsabile di Libera Udine, Francesco Cautero e il fondatore del Centro di accoglienza «E. Balducci», don Pierluigi Di Piazza. Preziose le loro parole perché hanno offerto un quadro ampio e significativo di come operano le mafie, anche sul nostro territorio. E poi la testimonianza di come quel male che si insinua nelle pieghe della società può essere combattuto ed estirpato perché sono davvero tanti gli uomini e le donne che quotidianamente si impegnano per dare risposte di giustizia e responsabilità. Appassionatissimo il racconto di Francesco Cautero del lavoro di Libera che, anche in regione, sta avendo un’adesione crescente e sempre più strutturata. Importantissime infine le parole profonde e vissute di don Di Piazza che ha tratteggiato il ritratto di un uomo straordinario come don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, anche attraverso aneddoti personali dell’amicizia che li lega ormai da trent’anni. Poi il rimando a quell’operosità della società civile, al commercio equo e solidale, opportunità di futuro e impegno di giustizia, quella giustizia condizione indispensabile per un futuro migliore.

A chiudere la serata le parole di Amalia Ellero, insegnante, promotrice di questa esperienza di volontariato estivo nelle scuole del gemonese: «Sono orgogliosa dei miei ragazzi – ha sottolineato con emozione – sono la speranza per il futuro della nostra società».