«Una vita spesa per la legalità – Giornalisti in prima linea», ciclo di incontri promosso dall’Associazione per la Costituzione, giunge oggi, venerdì 5 dicembre (alle 20.45 all’Auditorium alla Fratta di San Daniele) al suo secondo appuntamento. Questa volta tocca a Pino Maniaci, direttore dell’emittente televisiva siciliana Telejato. Una televisione locale che si propone come voce libera contro  la mafia e i poteri criminali siciliani. Proprio in questi giorni Maniaci è stato vittima dell’ennesima intimidazione.

L’emittente, a conduzione familiare e di stampo comunitario,  ha fatto della lotta a Cosa Nostra la sua ragion d’essere  proponendo un palinsesto che trasmette nell’arco dell’intera giornata notizie/denunce relative alla criminalità organizzata e alle speculazioni che avvengono sul territorio. La professionalità e la passione con la quale Telejato confeziona la sua programmazione l’hanno resa  un importante punto di riferimento  per tutti gli operatori e le testate nazionali che ricercano informazioni  sull’illegalità di quella terra. Pino Maniaci nel 1999 ha rilevato l’emittente  e da quindici anni quotidianamente fa nomi e cognomi dei mafiosi presenti sul territorio, un po’ come dice lui fa l’ ufficio anagrafe di un comune. Come dice Maniaci “loro si sentono uomini d’onore e per noi disonorarli è una questione d’onore”.

Per questo ha ricevuto oltre trecento querele poiché come dice sempre Maniaci  “la mafia non uccide più, querela”.  I problemi che  vive quotidianamente Pino Maniaci non sono solo quelli di rispondere in tribunale delle accuse da lui mosse ai presunti mafiosi ma anche, nella vita  di ogni giorno, di subire minacce, aggressioni fisiche, l’incendio di un’autovettura dell’emittente e di vivere sotto tutela  da parte dei carabinieri. Ma Pino Maniaci crede ancora nelle istituzioni e nella gente che lotta direttamente contro la criminalità organizzata, ma crede anche nelle persone che hanno paura e che non si espongono direttamente. Telejato dà  infatti voce a numerose lettere anonime di persone che, per paura, non denunciano pubblicamente i crimini ma li portano all’attenzione di Telejato che  ne verifica  l’attendibilità  e poi li divulga a tutti i cittadini.  L’intervista a Pino Maniaci di venerdì sera sarà condotta dal giornalista del “Messaggero Veneto”,  Paolo Medeossi. Inoltre ad aprire la serata saranno le giovanissime majanesi Caterina Tambosco e Monica De Monte che porteranno la propria testimonianza di volontariato con Libera nei terreni confiscati alle mafie Cinisi e che in quell’occasione hanno conosciuto Pino Maniaci. Caterina e Monica sono state lo scorso 6 novembre protagoniste di una serata dedicata proprio all’esperienza con Libera.

Monica De Monte e Caterina Tambosco