Mercoledì 21 gennaio, alle ore 17.30 in Sala Scrosoppi a Udine (viale Ungheria 22), si terrà il secondo convegno del ciclo di incontri dedicato al «Lessico sturziano» organizzato dal Centro Internazionale studi Luigi Sturzo a cui abbiamo aderito anche noi di «Majano c’è 1.5.9» accanto ad altre realtà del territorio: dall’Istituto Jeaques Maritain al Centro italiano femminile, da Confartigianato a Confcooperative, passando per il Forum delle Associazioni familiari e numerose altre realtà.

Dopo il saluto dell’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, Luigino Bruni, docente di Storia del pensiero economico all’Università Lumsa di Roma, presenterà il pensiero dell’economia civile con il tema «Luigi Sturzo e l’economia civile».

In un’intervista al settimanale diocesano «la Vita Cattolica» Bruni ha evidenziato come «L’espressione “economia civile” si deve ad Antonio Genovesi a cui fu assegnata a Napoli nel 1754 la prima cattedra di Economia in Europa. È una scuola di pensiero esclusivamente italiana che ha la sua radice nell’epoca dell’umanesimo civile napoletano e prima ancora in Aristotele, Cicerone, San Tommaso. Dalla fine del 1700, a causa dell’enorme influenza del pensiero dell’economia politica, l’economia civile è stata totalmente emarginata».

«La prima elaborazione del pensiero dell’economia politica – ha proseguito Bruni – si deve ad Adam Smith in Scozia nel 1776. Dei tre principi regolativi che stanno a fondamento di ogni ordine sociale, la ricerca scientifica dell’economia politica prende in considerazione soltanto i primi due: il primo mira all’efficiente allocazione delle risorse (compito assegnato al mercato) e il secondo alla redistribuzione che mira all’equità sociale (compito assegnato allo Stato). Da qui nasce il modello Stato-mercato. Ciò che accomuna tutte le molteplici scuole di pensiero dell’economia politica, da Smith ai nostri giorni, è la trascuratezza del terzo principio dell’ordine sociale: quello di reciprocità, che mira a tradurre in pratica l’idea di fraternità. Per queste scuole la pratica della reciprocità non ha nulla a che vedere con la sfera economica a cui bastano i contratti e le norme giuridiche. Invece il programma di ricerca dell’economia civile si caratterizza per la sua capacità di tenere assieme tutti e tre i principi sia nella fase di progettazione dell’organizzazione economica della società sia nella fase in cui si svolge concretamente l’attività economica».

Alla relazione seguirà una discussione con esperti di economia: il prof. Francesco Marangon dell’Università di Udine e il ricercatore Fulvio Mattioni.