Angelo Buttazzoni in mezzo a comunità e familiari

Ieri, domenica 11 gennaio, è stata una giornata di grandissima gioia per la comunità di San Tomaso che si è raccolta con calore ed affetto attorno al proprio compaesano Angelo Buttazzioni per festeggiare i suoi 100 anni. Un traguardo significativo che la comunità parrocchiale ha voluto vivere con intensità celebrando una Santa Messa (gremita), cantata dal coro di Susans, ed organizzando un momento di convivialità.

A presiedere la celebrazione padre Sebastiano Simonitto, Guardiano del Convento di S. Francesco della Vigna, a Venezia, originario di Muris di Ragogna e legato a «nonno Angelo» come la ha affettuosamente chiamato durante la Santa Messa perché cognato della nipote Sonia. Il Francescano ha ricordato come tratto caratterizzante la lunga vita di Buttazzoni – segnata anche dall’aver combattuto la Seconda Guerra mondiale sul fronte greco – la «fedeltà alla sua umanità, fedeltà al matrimonio, alla famiglia, agli impegni quando ancora dare la propria parola contava qualcosa». Un esempio importante per tutta la comunità perché «chi è capace di vivere umanamente è capace di vivere cristianamente. Qualche giorno fa – ha aggiunto padre Simonitto -, mentre parlavamo della sua vita, nonno Angelo mi ha detto: “Io non ho fatto niente, è tutto dono di Dio”… c’è da chiedersi se anche noi siamo capaci di riconoscere i doni di Dio, se capiamo che il dono del battesimo è per vivere un’umanità vera, per essere coinvolti nella vita umana perché la fede cristiana è una fede comunitaria».

Attorno ad Angelo Buttazzoni c’era la famiglia con i figli Sandro e Santina, i nipoti e pronipoti. Al termine della celebrazione il Sindaco ha consegnato una targa di riconoscimento a nome dell’Amministrazione comunale. La giornata è proseguita con un momento di convivialità organizzato dalla comunità parrocchiale nell’adiacente hospitale di San Giovanni, dove nonno Angelo ha anche spento le candeline sulla torta. Di questa giornata di festa ne ha scritto oggi anche il Messaggero Veneto.