«Turno di notte» - Marco Anzovino

Una serata magica, tra musica e parole. Ieri sera Marco Anzovino ha davvero emozionato il pubblico e noi di Majano c’è 1.5.9 raccontando la sua esperienza di educatore di comunità e facendoci capire il significato del suo lavoro al fianco di ragazzi che sono in cammino per uscire dalla schiavitù della tossicodipendenza.

Abbiamo così conosciuto – attraverso le sue parole – Silvia, Rosario e Filippo, le cui vite si intrecciano nel libro/cd di Marco, «Turno di notte». Ma abbiamo anche riflettuto su noi stessi, sull’importanza delle relazioni, su quanto soli spesso si sentano i ragazzi. E ancora, su quanto il mondo esterno ci condizioni, convincendoci che non bastiamo a noi stessi, che per star bene abbiamo bisogno di un di più materiale… e che, a volte, quel di più – che ci si convince di dover avere – è la droga, abilissima a farsi spazio nelle crepe delle nostre fragilità.

Intensi i momenti in cui Marco ha preso la chitarra in mano e quelle storie ce le ha raccontate in musica. Assieme a lui anche Pablo Perissinotto, cantautore pordenonese che ci ha proposto, in coppia con Marco, la sua «Nordest».

Una serata davvero bella che ha richiamato tutti a una responsabilità fondamentale: essere i primi a credere nei giovani.

Alcuni ringraziamenti sono doverosi: innanzitutto a Marco Anzovino, ma anche a Matteo Roman che ha pensato a «Majano c’è 1.5.9» per realizzare questa serata nella nostra comunità. E infine al nostro parroco, don Emmanuel, che ci ha concesso l’utilizzo della sala Del Pin condividendo l’importanza del tema trattato.