Ci hanno fatto immergere, anche grazie a foto e video, nel loro viaggio sulle rotte del traffico internazionale dell’«oro bianco», la cocaina, muovendo dalla Colombia, attraversando tante altre nazioni dell’America latina, ma anche gli Stati Uniti e il Canada, facendoci approdare in Africa, Australia e poi in Europa. È stata dunque ancora una volta una serata intensa quella che Majano ha vissuto, sabato 2 maggio, assieme a Nicola Gratteri e ad Antonio Nicaso per la presentazione del loro ultimo libro «Oro bianco». È stata, per noi di Majano c’è 1.5.9, una felicità immensa poter ospitare – sul palco della nostra Majano – per la seconda volta nel giro di un anno, due uomini dal così straordinario valore umano e civile.

I due autori hanno condotto il pubblico tra i risvolti più pesanti e spesso più nascosti del traffico di stupefacenti condotto dall’ndrangheta. Primo fra tutti quello relativo al riciclaggio del denaro che inquina l’economia legale grazie, purtroppo, a una vasta e fitta rete della corruzione che vede la connivenza di politici, imprenditori e operatori finanziari. C’è poi l’aspetto ambientale, tanto che si può parlare di «ecocidio». Nella foresta amazzonica non solo vengono disboscate aree per la coltivazione della coca, ma l’impiego e lo smaltimento dei precursori chimici, necessari per la sua lavorazione, ha un impatto devastante. Per non parlare di alcune tecniche per il contrasto del narcotraffico come la fumigazione che incide anche sulle altre coltivazioni. A pagare il conto sono naturalmente le popolazioni locali.

Gratteri e Nicaso hanno sottolineato poi l’incapacità dell’Europa di adottare misure efficaci per la lotta alle mafie. Che cosa ha portato in questo settore il semestre italiano alla guida dell’Ue? Quanto delle indicazioni date dagli stessi Gratteri e Nicaso alla Commissione europea antimafia è stato accolto? Nulla. Un esempio su tutti l’illogica introduzione della banconota da 500 euro che facilita enormemente i traffici illeciti, basti pensare che un milione di euro in banconote di questo taglio pesa appena 2,2 kg, sta in una valigetta 24 ore o in uno zainetto. L’equivalente in dollari pesa 11 kg.

Tanti gli altri temi toccati durante la serata con uno sguardo attento all’attualità. Preziosa infine la riflessione sulla necessità di investire sulla scuola per far crescere e diffondere tra i giovani una vera e radicata cultura della legalità.

Qui il racconto della serata attraverso le foto di Tiziano Bincoletto a cui va il nostro grandissimo grazie.

Siamo grati a Nicola Gratteri e ad Antonio Nicaso per aver scelto ancora una volta Majano c’è 1.5.9 per l’unica tappa nella nostra regione del calendario di incontri che li vede in questi giorni impegnati in tutta Italia per la presentazione del loro libro. 

Approfittiamo di questo spazio per alcuni ringraziamenti. Il primo e più grande va alle tantissime persone che ci sostengono e ci incoraggiano alimentando il nostro entusiasmo e la nostra voglia di fare anche quando qualche ostacolo viene messo sulla nostra strada. Ringraziamo la Comunità collinare che non solo ci sostiene attraverso il patrocinio degli eventi e il contributo economico, ma anche perché fino ad oggi ci ha fatto sempre sentire con forza la sua vicinanza, incoraggiandoci a proseguire nella nostra attività. Un grazie anche al Comune di Majano che ci ha concesso l’utilizzo gratuito dell’Auditorium e il patrocinio dell’evento.

Siamo poi riconoscenti alle aziende del territorio che ci hanno offerto il loro preziosissimo contributo: il ristorante «Dal Asin», la Fratelli Taboga e la fioreria Oriana Scialino che ha addobbato il palco dell’Auditorium.

Un grazie anche al Messaggero Veneto che ha dato ampio spazio alla presenza di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso a Majano, in modo particolare ad Anna Casasola che firmato la lunga intervista pubblicata sull’edizione di domenica 3 maggio e che potete leggere qui.

Concludiamo questo post con il pensiero con cui abbiamo aperto la serata di sabato 2 maggio. L’evento con Gratteri e Nicaso si è tenuto in giorni che per noi majanesi hanno un significato particolare, mercoledì 6 maggio, infatti,  ricorrerà il 39° anniversario del terremoto. La gran parte di noi, di Majano 159, nel 1976 non era nemmeno nata, e allora lo spazio di sabato sera ha voluto essere – come le altre iniziative organizzate in questi anni – un piccolo, ma fattivo contributo alla crescita della nostra Majano, un contributo che si riallaccia idealmente e con gratitudine a quello straordinario cammino fatto dalla nostra comunità che seppe rialzarsi e rinascere, garantendo a noi un futuro.