È ormai diventata l’eroina della lingua italiana, salendo alle cronache – anche nazionali – per aver vinto le Olimpiadi di Italiano (qui il link al sito). Lei è Sara Persello, majanese doc, quindicenne studentessa del Liceo Scientifico Giovanni Marinelli di Udine, salita sullo scalino più alto del podio di questa speciale competizione, sbaragliando la concorrenza di altri 44 mila studenti. Un risultato che ci fa essere davvero orgogliosi di questa nostra giovanissima concittadina.

La notizia sul web è arrivata sabato dal sito Udine Today (qui l’articolo) e ieri, domenica 20 marzo, ha trovato spazio sul quotidiano nazionale «Il Corriere della Sera» che ha dedicato alla “nostra” Sara un’intera pagina. Oggi invece è la volta del Messaggero Veneto con un pezzo di Anna Casasola. Vi lasciamo dunque a questa piacevole rassegna stampa, orgogliosi di questa brillante ragazza a cui vanno i nostri più sentiti complimenti. Qui di seguito facciamo riportiamo integralmente quanto scritto dal Corriere della Sera nell’articolo a firma di Antonella De Gregorio.

«Io, regina dell’italiano. Scrivo sul telefonino e sui social network»

Con la medaglia d’oro al collo, Sara Persello (15 anni, di Majano, prima liceo scientifico al «Marinelli» di Udine) passeggia per le vie di Roma. Ha al fianco la prof di Lettere, Paola De Bernardi, e con lei ripercorre le ultime ore: il viaggio in treno, l’incontro con gli altri atleti della lingua italiana — 83, tra i 12 e i 18 anni — arrivati da tutta la Penisola per sfidarsi a colpi di regole grammaticali, prove sintattiche, sfumature lessicali. Le prove, venerdì: tre ore per correggere frasi con errori, riassumere un articolo di giornale, preparare il percorso didattico per una visita museale e inventare un’intervista «impossibile» a Giuseppe Garibaldi. Oggi la premiazione e la sorpresa: prima nella categoria Junior (biennio del liceo). L’altra campionessa (categoria Senior, triennio) è Valentina Bevilacqua, del Classico «Colletta» di Avellino.

 

L’intervista «impossibile» a Garibaldi

«Prove difficili, diverse da quello che mi aspettavo», dice Sara. Ma ha convinto la giuria con quel dialogo serrato con l’Eroe dei due mondi, a bordo del piroscafo partito da Quarto la notte del 5 maggio 1860. «Gli ho fatto raccontare i motivi della spedizione dei Mille, il perché delle camicie rosse. L’ho fatto parlare dei volontari a bordo del “Piemonte” e del “Lombardo”, tra i quali c’era anche una donna, moglie di Francesco Crispi». Era la parte delle prove più impegnativa, per Sara. Sul resto è volata via, senza difficoltà: «Mi trovo a mio agio con le regole grammaticali, che conosco bene — racconta —. I testi creativi mi mettono in imbarazzo perché l’esito dipende dal momento, dalla consegna, dalla giuria». Orgogliosa la prof, «che mi conosce da pochi mesi, ma ci tiene alla competizione. È giusto: è brava, appassionata, dà tanto a noi ragazzi».

Prima di 44 mila

Prima di 44 mila: un bilancio da record quello della sesta edizione della sfida ideata dal ministero dell’Istruzione con l’Accademia della Crusca. Gli studenti ai nastri di partenza erano il doppio dell’anno scorso. Dopo eliminatorie severissime fatte di test a computer, sono stati selezionati 37 ragazzi e 47 ragazze. Non ha mai avuto problemi a scuola la giovane friulana («non sono una sgobbona, mi basta poco per memorizzare», dice), che dichiara passioni da teenager: pizza, amici e musica («mi piaceva la house prima, ma mi sto convertendo a quella pop»). Le piace «uscire e divertirsi con i compagni, ma — dice — amo anche stare a casa ed essere tutt’uno col divano». Magari con un buon libro, anche se «ho sempre meno tempo per leggere». Ma nei weekend, o in vacanza, legge un po’ di tutto: «Per appassionarmi davvero, però, ci vuole John Green (autore americano che scrive romanzi sugli adolescenti, ndr)».

La lingua italiana come segno di identità

Figlia unica, papà ingegnere e mamma impiegata, la ragazza che conosce l’italiano meglio di chiunque si trova nelle mani «il testimone dell’importanza e del valore della lingua italiana come un segno di identità, un segno di competenza e un segno di partecipazione», ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, nel complimentarsi con i vincitori. Curiosa di tutto, sportiva («ma solo un po’: pratico l’atletica ma non sono molto per le gare»), predilige hobby come la fotografia e i cruciverba. Se le chiedi cosa vuol fare da grande, non lo sa. «So però quello che non vorrò fare: lavori pratici, manuali o artistici. Meglio un impiego sedentario». Vorrebbe però viaggiare, conoscere il mondo. E «contribuire a renderlo migliore». «Non vorrei che andasse sprecata la mia attitudine allo studio. Magari potrò fare qualcosa attraverso la ricerca, chissà…».

L’esercizio sui social network

A scuola, preferisce le materie pratiche e scientifiche. Il tuo rapporto con la scrittura? «Quando ero piccola tenevo un diario segreto. Adesso, se ho bisogno di far uscire qualche pensiero, apro una nota sul cellulare e scrivo». Si dichiara una «smanettona», spesso immersa nella scrittura sui social network, che è pur sempre un esercizio linguistico. D’accordo, sul punto, il linguista Giuseppe Patota, presidente della giuria di esperti nominata dal Miur che ha corretto le prove: «La nostra lingua sta bene — ha commentato —, i ragazzi hanno grandi competenze: conoscono come è fatta, come funziona e come la si deve usare. La storia che la Rete può creare danni è un mito da sfatare: l’italiano della Rete ha sintassi e grammatica diverse dall’italiano della carta». E inoltre ha avvicinato i ragazzi alla scrittura: «Con l’uso della Rete, scrivono di più».

Qui di seguito invece l’articolo sul Messaggero veneto.