Si è scritto molto di lui in questi giorni. Della sua poliedricità, del suo essere sacerdote e insegnante, poeta e scrittore, traduttore, giornalista e critico d’arte. Si è scritto della sua straordinaria produzione letteraria. Della profondità della sua poesia, capace di raccontare in versi l’uomo e il mondo, tanto da valergli la candidatura al Premio Nobel alla Letteratura. Si è detto del suo instancabile impegno per il Friuli, non dell’ultim’ora, ma che affondava le radici negli anni Cinquanta, quando parlare di minoranze linguistiche non era certo di moda, anzi. Don Domenico Zannier — pre Meni per tutti noi — l’urgenza e la necessità per il popolo friulano di riscoprire e valorizzare la propria identità l’aveva, infatti, sentita ed indicata da tempo, traducendola in concreto, e con spirito indubbiamente visionario, nell’esperienza della «Scuele Libare Furlane» un’istituzione che dal 1952 al 1975 operò in Friuli tra i ragazzi e i giovani.

Noi qui però vogliamo ricordare anche quello che pre Meni è stato per noi. Nel 2011, quando gli raccontammo della nostra idea di dar vita a una realtà associativa, con l’obiettivo di contribuire fattivamente all’animazione culturale della nostra comunità, ci sostenne con entusiasmo, tanto che tenne a battesimo «Majano c’è 1.5.9» impartendo la benedizione nella serata dell’inaugurazione (nella foto in basso). Continuò poi a incoraggiare il nostro lavoro, accompagnandoci in questa avventura, felice soprattutto di vedere che nel nostro cammino stavamo coinvolgendo un numero crescente di giovani. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme, ma consegna anche, al Friuli intero, la responsabilità di un’eredità culturale importantissima, che in questo tempo difficile di crisi, non solo economica, rappresenta anche un prezioso strumento nelle nostre mani per costruire il nostro futuro. Anche noi faremo la nostra parte per trasmettere e coltivare quello che pre Meni ci ha insegnato. Abbiamo iniziato con un piccolo gesto, un’idea istintiva emersa nei primi momenti dopo aver appreso la notizia della sua morte: abbiamo proposto all’Amministrazione comunale di Majano di verificare la possibilità di intitolare la Biblioteca comunale a don Domenico Zannier, lo abbiamo fatto mossi dal pensiero che sarebbe davvero bello che il luogo della nostra comunità — che da sempre è punto di riferimento culturale, in modo particolare per tanti giovani —, possa essere in futuro dedicato a un uomo che tanto ha fatto per il nostro Friuli. 

Si tratta di un’idea che resta aperta al contributo di tutti, in special modo del ricco tessuto associativo della nostra comunità.